Come diventare calciatore
Per diventare un calciatore professionista sono necessari innanzitutto requisiti fisici (velocità, coordinazione) talento e forza di volontà.
Si inizia facendo domanda di iscrizione presso una società sportiva ed impegnandosi nel gioco con la propria squadra: non è raro infatti che qualche osservatore di calcio vada ad assistere alle partite anche di squadre più piccole e quindi è importante farsi notare: in questo modo si puo' ottenere l'opportunità di essere messo al mercato ed essere riconosciuto anche da squadre più preparate e in forma.
È importante essere sempre disponibile a parlare con i dirigenti perchè sono loro che portano avanti la squadra.
Nel mondo del calcio c'è interesse da parte di tutte le socetà sportive a il riconoscere precocemente un giovane che manifesta qualità sopra la media, preventivare per lui un percorso ideale e seguirlo nella fase di maturazione.
Gli elementi da ricercare in un potenziale futuro calciatore sono molteplici: la qualità e le capacità tattiche, tecniche, fisiche, le capacità di interazione con gli altri giocatori.
Costanza e impegno nell'allenamento sono fondamentali: è dagli allenamenti settimanali che il mister decide chi dovrà scendere in campo. Anche la puntualità è molto importante, soprattutto se ci si trova a giocare in grandi squadre. Durante le partite bisogna poi cercare di rispettare il più possibile le tattiche e gli schemi provati col mister in allenamento.
Come si svolge un provino di calcio
Si viene convocati dalla società con cui si farà il provino. Si viene sottoposti per prima cosa ad una serie di misurazioni: altezza e peso, esplosività nei salti, vengono testati i riflessi con piccoli esercizi. Dopodichè si passa alla parte fisica: resistenza, velocità, potenza di tiro, potenza fisica. Poi si passa alla tecnica: palleggi, dribling, controllo di palla, confidenza con il pallone, capacità di calciare. Infine c'è la prova più importante: una piccola partita con i futuri compagni di squadra. Giocando nel proprio ruolo si deve mostrare quello che veramente si sa fare sul campo.
I requisiti: talento naturale unito a una forte determinazione!
Un campione quale modello per i giovani e per lo stesso sport deve avere una responsabilità comportamentale anche fuori dall'ambito di gioco, con una vita privata esemplare.
L'allenamento
Per poter scendere in campo preparato il giocatore deve affrontare una serie di allenamenti che vadano a sviluppare capacità come la resistenza, la forza, la rapidità e la mobilità muscolare.
Per ottenere tali risultati vengono sviluppati degli esercizi (anche personalizzati a seconda delle necessità di ogni calciatore) che possono essere compresi nelle seguenti attività:
Corsa, nelle sue varie forme.
Dalle lunghe distanze a bassa velocità per sviluppare la resistenza, alle brevi distanze ad alta velocità, alle corse in salita.
Stretching, per aumentare l'elasticità muscolare e, in particolare, per facilitare il recupero dei tendini.
Gli allungamenti vengono eseguiti anche negli intervalli tra una serie di esercizi e un'altra.
Skip, ovvero corsa a ginocchia alte.
Ha lo scopo di migliorare l'appoggio del piede, nonché l'economia della corsa. Ciò risulta importante soprattutto se si tiene conto che un giocatore percorre in media, durante una partita, dagli 8 ai 10 chilometri.
Balzi, che vanno a sviluppare non solo la capacità di elevazione, ma anche il tono muscolare degli arti inferiori e, quindi, la tecnica di corsa in fase di accelerazione.
Sprint, in genere su distanze di 10 metri,
attraverso le varie modalità di partenza (da seduti, con salto, partendo con la corsa all'indietro, da posizione supina, prona, etc...). Su una corretta preparazione atletica di questo tipo si innestano gli esercizi specifici della tecnica del calciatore (tiro in porta, passaggio, dribbling, rinvio, colpo di testa, etc...)
Un discorso a parte va fatto per i portieri.
Dal momento che essi, nel loro ruolo, svolgono movimenti diversi dal resto della squadra, avranno di conseguenza un allenamento personalizzato.
Il portiere deve, prima di tutto mantenere la concentrazione, osservare la disposizione della difesa, prevedere l'evolversi delle azioni di gioco, agire al momento opportuno. La sua preparazione atletica consiste nell'allenare la forza generale di arti inferiori, superiori e busto, ma anche la rapidità e la prontezza nei riflessi.
Durante gli allenamenti i giocatori sono circondati da più figure professionali che si occupano delle varie necessità.
L'entourage si compone di:
Allenatore o Commissario tecnico:
gestisce tatticamente la squadra, sceglie la tattica, i giocatori da mandare in campo e il loro ruolo. Vi è anche l'allenatore in seconda che si occupa, invece, della seconda squadra.
Preparatore altetico:
gestisce i giocatori a livello fisico indicando gli esercizi da effettuare in palestra per la resa muscolare e i metodi di corsa, scatti e aerobica. Spesso ve n'è più d'uno. I portieri hanno un proprio preparatore.
Fisioterapista:
ha il compito di gestire il recupero dei giocatori infortunati; anche in questo caso ve n'è più d'uno.
Medico sportivo:
si occupa della prestanza fisica dei giocatori curando eventuali fratture e lesioni. Si occupa anche della riabilitazione.
I ritiri
Poco prima dell'inizio di una nuovastagione di campionato, le diverse squadre si concedono un periodo di ritiro durante il quale si effettuano le visite mediche, vengono ripresi gli allenamenti in modo intensivo e si giocano delle amichevoli.
I luoghi designati ai ritiri si trovano principalmente in montagna (alcuni ormai diventati meta fissa), dove è possibile potenziare le capacità aerobiche (ovvero di utilizzare l'ossigeno) dei giocatori.
Gli infortuni
In ogni sport vi sono degli infortuni che possono diventare "tipici".
Per i giocatori di calcio sono:
INFORTUNI MUSCOLARI:
- Contratture
- Lesioni muscolari
- Ernie muscolari
INFORTUNI AL BACINO E ALL'ANCA:
- Pubalgia
- Sindrome retto/adduttoria
- Tendinopatia ileo-psoas
INFORTUNI AL GINOCCHIO:
- Malattia Osgood-Schlatter
- Lesioni meniscali
- Lesioni capsulo-legamentose
INFORTUNI AL PIEDE:
- Talloniti
- Frattura del V metatarso
L'alimentazione
Chiunque pratichi sport a livello agonistico necessita di un'alimentazione particolare dal punto di vista quantitativo e qualitativo.
Parliamo in questo caso di Dietetica Sportiva.
E' bene sempre ricordare che una dieta adeguata non si traduce immediatamente in un incremento di potenza, di forza o di resistenza e che non può egualmente trasformare uno sportivo in un campione.
Una dieta non equilibrata può impedire una prestazione ottimale, aumentare il rischio di incorrere in infortuni o la determinazione di patologie acute gravi. La dieta di un calciatore, dilettante o professionista che sia, dovrebbe essere molto equilibrata distribuita su cinque pasti giornalieri.
Gli alimenti che si possono assumere sono il latte e i suoi derivati (formaggi e burro) ricchi di proteine, calcio, fosforo, alcune vitamine del gruppo b e grassi soprattutto saturi. A questi cibi si possono aggiungere le fette di pane, contenenti amido e maltodestrine, zuccheri complessi che vengono assorbiti lentamente e che rilasciano l'energia nel tempo. Marmellata, miele e la frutta sono al contrario ricchi di zuccheri semplici quali il glucosio, fruttosio e saccarosio e vengono assimilati rapidamente dall'organismo in pochi minuti.
A gara conclusa è importante che il calciatore reintegri l'acqua e i sali minerali andati persi con la sudorazione.
Per una sana alimentazione l'atleta deve assumere una dose adeguata di grassi possibilmente crudi perchè gli stessi grassi influenzano negativamente la digestione in quanto favoriscono l'iperlipidemia, ovvero una elevata concentrazione di lipidi nel sangue.
Si consiglia un'abbondanza di carboidrati complessi, più facilmente digeribili; una misurata quantità di zuccheri; evitare gli abbinamenti scorretti in quanto allungano i tempi della digestione.
E' consigliabile il cosiddetto "monopiatto" costituito di una razione abbondante di un primo piatto o di un secondo piatto con verdura preferibilmente cruda al fine di una digestione più veloce.
Evitare gli alcolici, l'alcol etilico causa un cattivo funzionamento del sistema nervoso centrale, della corretta regolazione della temperatura corporea, dei battiti cardiaci e quindi anche dell'utilizzo dei sistemi energetici.
Come diventare arbitro
In Italia tutte le gare ufficiali o comunque organizzate dalla FIGC, dalle Leghe o dai comitati, devono essere dirette da ufficiali di gara designati dal competente organo tecnico dell' Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.).
Per diventare arbitri bisogna, innanzitutto, avere un'età compresa tra 15 e 35 anni (anche se si può arbitrare fino a 45 anni). E' necessario inoltre seguire dei corsi di formazione presso le sedi dell'A.I.A. e superare l'esame finale.
Gli aspiranti vengono, poi, sottoposti a dei test atletici riguardanti lo scatto, l'allungo e la resistenza (Test di Cooper).
Una volta divenuti arbitri si riceve una Tessera Federale e si devono rispettare regole ben precise (come ad esempio quella di arbitrare un numero minimo di partite durante una stagione), pena il ritiro della tessera e l'esclusione a vita dall'Associazione.
La carriera arbitrale si compone di diversi "gradini" che vanno superati uno alla volta a partire dalle categorie "giovanissimi" e "allievi". Si può salire fino alla serie B e alla serie A (ovvero i dodicesimo e tredicesimo "gradino" della Scalata).
L'ultimissimo "gradino", il quattordicesimo, permette di accedere al Livello Internazionale, ovvero alla possibilità di arbitrare gare anche al di fuori dei confini nazionali.
Gli oggetti dell'arbitro sono:
- il fischietto
- il cartellino giallo (per le ammonizioni) e il cartellino rosso (per le espulsioni)
- il taccuino (per annotare gol e provvedimenti arbitrali)
- il cronometro
- la monetina (per il sorteggio iniziale)
Il controllo della partita da parte dell'arbitro avviene con la collaborazione dei due guardalinee, detti dal regolamento assistenti arbitrali e, se necessario, dal "quarto uomo", detto quarto ufficiale.
In caso straordinario può essere designato il "quinto uomo", o quinto ufficiale.
La decisione finale su ogni avvenimento spetta comunque all'arbitro.
Il governo del calcio
C.O.N.I.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) è la confederazione delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate; è autorità di disciplina, regolazione, e gestione delle attività sportive, intese come elemento essenziale della formazione fisica e morale dell'individuo e parte integrante dell'educazione e della cultura nazionale.
Il C.O.N.I. è posto sotto la vigilanza del Ministero per i Beni e le atività culturali. Il C.O.N.I. presiede, cura e coordina l'organizzazione delle attività sportive sul territorio nazionale, tutela e promuove lo sport giovanile fin dall'età pre-scolare, previene e reprime l'uso di sostanze o metodi che alterino le naturali prestazioni fisiche degli atleti nelle attività agonistico-sportive.
Cura la preparazione degli atleti, lo svolgimento delle manifestazioni e l'approntamento di mezzi necessari alla partecipazione della delegazione italiana ai Giochi Olimpici e ad altre manifestazioni sportive in collaborazione con le federazioni sportive nazionali.
Cura la formazione e l'aggiornamento dei quadri tecnici e dirigenziali, nonchè le attività di ricerca legate allo sport. Gestisce attività connesse e strumentali all'organizzazione e al finanziamento dello sport.
Detta principi per promuovere la diffusione della pratica sportiva in ogni fascia di età e di popolazione, sia per i normodotati che per i disabili; detta principi contro l'esclusione, le disuguaglianze, il razzismo, la xenofobia e promuove iniziative contro ogni forma di violenza e discriminazione nello sport.
F.I.G.C.
La federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) ha lo scopo di promuovere e disciplinare l'attività dl gioco del calcio e gli aspetti ad esso connessi; è l'associazione delle società e delle associazioni che perseguono il fine di praticare il gioco del calcio in Italia e degli altri organismi ad essa affiliati, che svolgono attività strumentali al perseguimento di tale fine.
La F.I.G.C. è l'unica federazione sportiva italiana riconosciuta da C.O.N.I., U.E.F.A. e F.I.F.A. per ogni aspetto riguardante il gioco del calcio in campo nazionale ed internazionale.
Promuove la massima diffusione del gioco del calcio in ogni fascia d'età e di popolazione, con particolare riferimento al calcio giovanile, detta principi affinchè ogni giovane atleta, formato ai fini di alta competizione sportiva, riceva anche una complementare formazione educativa e lavorativa.
Promuove l'esclusione dal gioco del calcio di ogni forma di discriminazione sociale, di razzismo, di xenofobia e di violenza; inoltre detta le regole del gioco del calcio, definisce l'ordinamento dei campionati, stabilisce i criteri di formulazione delle classifiche e di omologazione dei risultati, assegna il titolo di Campione d'Italia, ratifica promozioni e retrocessioni di serie, disciplina l'affiliazione alla F.I.G.C. di società e associazioni, nonchè il tesseramento delle persone.
Assicura gli strumenti finanziari e organizzativi necessari all'espletamento della Giustizia Sportiva e della funzione arbitrale.
LEGA
Le società che si avvalgono di atleti professionisti e che disputano i campionati nazionali professionistici formano una o più associazioni, la cui denominazione sociale deve contenere l'indicazione "Lega" e un esplicito riferimento al professionismo.
Le società che si avvalgono esclusivamente di atleti non professionisti e disputano campionati non professionistici formano un'associazione denominata "Lega Nazionale Dilettanti".
Ciascuna lega stabilisce autonomamente, nel rispetto dello statuto e degli indirizzi del C.O.N.I. e della F.I.G.C., nonchè dei principi di democrazia interna, la rispettiva articolazione organizzativa.
I regolamenti delle leghe sono inviati alla F.I.G.C. ai fini del controllo di conformità.